Bisignano

M a r i o   M a l i z i a                         

(vissuto a Bisignano dal 1947 al 1960 a Rione Piano – largo dell’Olmo)
Discendenza: nonno paterno: Lisandro “i cul…i oro” 
                         nonno maternoRisario “u spurtunaro
                         padre: Ciccio i Fiorenza (conosciuto con il nome della mamma);
                         madre: Franceschina “u spurtunaro
                         proprio appellativo: Maruzzu Malizia
 
 Pagina in continuo allestimento
 (Mi farà piacere ricevere integrazioni e commenti nell’apposita sezione a fondo pagina)
Questa pagina contiene “parole” e “modi di dire” tipici della Bisignano degli
anni ’50 e ’60 (in modo particolare del Rione Piano) con l’intento di far conoscere
alle nuove generazioni alcune particolarità linguistico-espressive della nostra bella cittadina.
 Alcune informazioni preliminari relative alla Pronuncia di alcuni suoni:
– la lettera “L” viene pronunciata tenendo la lingua fra i denti e non sul palato ed il
      suono che ne deriva è quasi quello di una “D” molto morbida;
– le vocali sono spesso pronunciate a seguito della lettera “g
  (Es. Umile = Gumilu – Angela = Gangiula – Io = Ghio – 8 = gotto – Eva = Gheva)
– il suono “sca” è pronunciato come un suono composto da “sci+ca

 

PAROLE e PRONUNCIA 
(clicca per visualizzare la scheda)

 

Così s’inveiva, senza intenzioni cattive (in modo bonario), contro qualcuno:

…chi ti vo sucari nu dampo!              (che tu possa essere fulminato)
…chi ti vò siccare a dingua!              (che tu possa diventare muto)
…chi ti vo squartari nu truonu           (chi ti vo jaccari nu truonu) – tuono = lampo
… chi ti vo zampare nu cammio!      (che tu possa finire sotto un camion)
…chi vu sci..ccattare mò!                 (che tu possa scoppiare ora!)
…chi ti vo bbiniri nu cancaro!            (che tu possa essere colpito da una brutta malattia)
…chi ti vo bbiniri na cancarena!     (che tu possa essere colpito dalla cancrena)
…chi ti vo bbiniri na madanova!        (che tu possa ricevere una brutta notizia)
…chi ti vuoluno purtare ncacadinaci! (che possano portarti al cimitero su una tavola!)
…chi ti vu strafucari                           (che tu possa strozzarti!)
…chi ticci vu rumpiri na gamma!    (che tu possa spezzarti una gamba se vai …lì)
…chi ti via gherrimo!                      (che tu possa rimanere solo nella vita)

 

ALCUNI MODI DI DIRE POPOLARI:

…a mal’uncino ha mpicato a viertula    (ti sei fidato della persona sbagliata)
…è arriddutto n’arcijoma        (da Ecce Homo: insanguinato come Gesù)
… tena i vizii i ra mula i Vita    (ha tanti vizi, come “il mulo” dei signori Vita)
… un circari finuocchi i timpa   (non cercare scuse)
… mazzi e panelli fanno i figli belli  (schiaffetti e carezze rendono educati i figli)
… tieni u vrilli vrilli?  (non riesci a star fermo un minuto?)
…arrassisia!     (…non sia mai!)
…foraaffascina!   (che io non possa mai esercitare invidia su di te!)
…m’è rimasta intr’i cannarini   (mi è rimasto in gola – mi stavo affogando)
…ti runa trippa e curtiello   (ti provoca: ti offre la pancia e il coltello con il quale ferirlo)
…gabba ra a mprunta   (fa vedere quello che non è – è un imbroglione)
…ti riciri u core  (è piacevole)
…ncavallo aru ciucciu   (in groppa all’asino)
… a cura è brutta a sci.curciari  (la cosa più difficile è sempre l’ultima)
… m’annasìa  (non si fida della mia igiene: non mangerebbe cose lasciate da me)
… unn’ardura   (non ha un buon odore)
…è gnacizzatu  (si dice di un cibo andato a male…è guasto)
…s’è fatto i ru granciu   (ha cambiato sapore – irrancidito)
…s’è fatto i ru quaglio  (non è più quello di prima…non partecipa a nulla)
…statti ccura ricchia nnasula (stai con l’orecchio in ascolto – resta in ascolto attento)
…statti ccuru vizzarru pilu (stai all’erta e non distrarti – non)
…m’è quagliatu u sangu (mi si è raggelato il sangue – ho avuto una grande paura)
…m’è quagliatu u sangu intra a sacchetta! (ironicamente: non mi hai fatto paura)
…mi su aggrizzati i carni  (mi è venuta la pelle d’oca)
…è nu sparafacigli  (uno che dice cose a vanvera – faciglia = scintilla)
… a Santi viecchi un s’appiccini cannili (non si festeggiano più i compleanni agli anziani)
…ccuscienzial’anima!  (te lo giuro)
… un ci fari chìllita  (non farci caso)
…accanatrapicca (fra poco)
…ha cangiato sintòma (ha cambiato opinione – ha cambiato aspetto)
…va camina!  (vattene…vedi dove devi andartene!)
…ti si fatto i ru quaglio  (sei irriconoscibile…sei cambiato)
…vai i caparirti………..(vado verso l’alto)
…vai i pinnino ………..(vado verso il basso)
…camina a rasa a rasa  (cammina sul bordo della strada – vicino al muro)
…u vai adduvi viellu…..(non vado da nessuna parte)
…chilla si tira a quazetta…(quella se la tira – si sente importante)

 

Se si vogliono definire alcune altre tipiche caratteristiche (modi di essere):

…è na toccara………….. (parla continuamente) – strumento di legno che si usa nella
                                        Processione del Venerdì Santo
…è nu maciniello……….. (va avanti senza curarsi di nessuno e senza fermarsi mai)
…è nu martiellu……………(insistente sulla propria ipotesi o nel chiedere la stessa cosa)
…è na gatta morta……….(persona senza iniziative)
…è nu riminizzu  tena u vrilli vrilli ………..(non sta fermo un attimo)
…è curciu e ncuttu ……….(basso e grosso)
…è na iennivannera ……..(donna poco affidabile: dice una cosa e ne fa un’altra)
…è nu ncecamistuocchiu …….(è uno che non è gradevole da guardare – sacrificherei un
                                           occhio pur di non vederlo)

 

Alcuni appellativi simpatici

…Ciccio a patata …………..(Ciccio – barbiere di rione Piano)
…Risaruzzu u cciafferru …(dal francese: chauffeur –  noto Risaruzzo, autista di
                                           macchina da  noleggio)
…Musiù  ………………………(veniva chiamato così un signore che era emigrato in Francia e poi
                                           era tornato a Bisignano – da Monsieur = signore)
… è na maddamma………. (vuole fare la Signora – dal francese Madame = signora)
… è na mbracchia………..  (una che non sa districarsi in nulla)
…u picciudillu ………………..(il bambino)
…u quarararu ……………….(lo stagnino)
… u chitarraru ………………(ognuno dei fratelli De Bonis, liutai)
… u mienzumasculo…….. (forse per sottolineare la poca femminilità di qualcuna e/o la
                                           presunta scarsa virilità di qualcuno)

 

Appartenze alle “razze” (discendenze) – spesso legate ai cognomi, ai mestieri, alle provenienze, ai nomi dei genitori, a frasi o parole dette in particolari occasioni
(tutti i soprannomi sono preceduti da: (“chilli“)

 

… i chiuvulina………..(frase di origine: chiuvulia = piove piano piano)
… i mezzaricchia……(affetto da lieve sordità)
… i culi i goro (culo d’oro)..(frase di origine: andrò in America e mi riempirò d’oro anche il culo)
… i vrasi………………..(forse provenienti da c.da Vrasi di un paese silano/crotonese)
… a gricchia…………..(origine sconosciuta)
… i ciuccigallina…………..(origine sconosciuta)
… u carcararu………….(fam. di operai che lavoravano in fornace – carcara in dialetto)
… a cicula…………..(origine sconosciuta)
… u gghiegghiu……(forse di origine italo/albanese)
… u spurtunaru…(mestiere: costruivano “sportoni“: ceste/culle  di vimini x bambini )   
… u pazzu…………..(origine sconosciuta)
… a marasci.ca……….(origine sconosciuta)
… i jachi…………………(origine sconosciuta)
… i ceramielli…………..(origine sconosciuta)
… i gnisci.co…………..(origine sconosciuta)
… i visciullo…………..(origine sconosciuta)
… i cioncio…………..(origine sconosciuta)
…i cuchetta…………..(origine sconosciuta)
… i ntespatrigli…………..(origine sconosciuta)
… i cafasso…………..(origine sconosciuta)
… i mazzacorda……..(origine sconosciuta)
…u mmisciu…………..(origine sconosciuta)
… i quartiglieri…………(origine sconosciuta)
…i sbriscirati …………(origine sconosciuta)
…i cinniracchi…………(origine sconosciuta)
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